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Pietre del giardino zen:

Aggiornamento: 10 feb 2021




Cit: E’ il principio dello Yin e dello Yang: ogni cosa è controbilanciata, ha il suo opposto, ma ciò non significa necessariamente simmetria, anzi, l’assimetria e un impressione di ordine stanno alla base della sua progettazione.

Secondo la filosofia zen le pietre sono elementi sacri, rappresentano stabilità, solidità e fermezza e si contrappongono al vuoto. Riproducono l'aspetto delle montagne e delle isole ed allo stesso tempo assumono la simbologia di isole di pensiero. La sabbia simboleggia invece l'acqua ed il fluire dell'esistenza.


Da wikipedia:

Il karesansui (枯山水) è una tipologia di giardino giapponese e, per estensione, dei nihonga (dipinti di scuola giapponese) che lo rappresentano. In lingua italiana è indicato anche come giardino secco o, impropriamente, giardino zen.
La caratteristica principale del karesansui è l'assenza dell'acqua, ovvero uno dei quattro elementi base del giardino giapponese insieme alle rocce, alle piante e agli elementi antropici del paesaggio. Questo vuol dire che anche i giardini in cui è presente una ricca vegetazione, ma non scorre acqua, sono comunque considerati karesansui. Solitamente vengono usati sassi, ghiaia o sabbia per rappresentare in maniera più o meno metaforica corsi d'acqua o stagni, ad esempio allestendo distese di ghiaia bianca modellata per simulare le onde, oppure accorpando grandi rocce come se ospitassero una cascata. Nel tentativo di rappresentare metaforicamente il concetto di acqua, i karesansui hanno raggiunto elevati livelli di astrazione fino a giungere a esiti talvolta criptici in cui l'interpretazione non è univoca, ma demandata all'osservatore o addirittura non esistente affatto.
I vassoi artigianali bonseki sono talvolta paragonati ai giardini karesansui poiché entrambi lavorano sulla disposizione delle pietre, benché su scala e con scopi completamente diversi.

Ho fatto anche un bonseki, pensate un pò senza nemmeno saperlo, ovviamente non è nemmeno la metà dei bonseki giapponesi, però sono felice di aver finalmente dato un nome a quel vassoio che avevo creato, pare che siano la rappresentazione dei karesansui, solo in miniatura, su un vassoio generalmente nero, il mio non era nero ma vabbè...


Come l'ho fatte queste pietre?


Ma è semplicissimo, le ho semplicemente incollate con l'attack, facendo attenzione come le mettevo, poi passò un pò di tempo che le tenevo li, senza nemmeno prestarci molta attenzione, poi mi venne l'idea di colorarle, dargli un colore che potesse voler dire qualcosa, mi sono messa li, mi sono lasciata trasportare dalla fantasia e da ciò che sentivo, e con i colori adatti per quel tipo di materiale, compresi un pò anche di quelli per la stoffa, infine un pò di idrorepellente per evitare danni, e le ho fatte...


Cosa rappresentavano quei colori, nel momento in cui li ho fatti e tutt'ora...:


Il viola, quello più scuro rappresentava, la parte più oscura, quella parte di ognuno, che purtroppo c'è, c'è per tutti, contro cui siamo in conflitto continuo, oppure se impariamo a saperla gestire, può risultarci addirittura utile.


Arancione, li ci sono le varianti di colore, tipiche della fiamma, del fuoco, rappresenta la parte, verace, la parte intensa di ognuno, l'istinto, e a volte anche quella che ci sprona, ci da forza, grinta e coraggio...


Verde, quella parte che ci collega alla natura, l'opposto della viola, la parte luminosa, pacifica, gioiosa, tranquilla, la parte migliore di noi...


Il tutto però bilanciato, crea un essere meraviglioso, l'essere umano, che se si concentra di più su questi aspetti, il mondo sarebbe migliore, perchè potremmo finalmente imparare un equilibrio, ma sono forze in continuo contrasto, per cui, la norma è che questo contrasto c'è, ci sarà, basta saperlo ponderare...


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